Come sono stati raccolti, classificati e letti i dati pubblicati in Trasparenza Sanitaria, e quali sono i limiti della rilevazione.
Da dove vengono i dati
I dati pubblicati derivano da richieste di accesso civico inviate alle strutture sanitarie pubbliche e private, e da quanto le strutture stesse pubblicano nella sezione «amministrazione trasparente» dei propri siti istituzionali.
Il fondamento di entrambe le fonti è lo stesso: la legge 24 del 2017, nota come legge Gelli-Bianco, impone a ogni struttura sanitaria di rendere pubbliche le informazioni sui sinistri e sui risarcimenti corrisposti. Non chiediamo dati riservati: chiediamo dati che dovrebbero già essere consultabili.
A chi sono state inviate le richieste
Le richieste hanno raggiunto le diverse tipologie di ente del Servizio sanitario nazionale, nelle denominazioni che assumono nelle varie regioni: aziende sanitarie locali e territoriali (ASL, AST, ASST, ASP, ARES, ULSS, USL), aziende ospedaliere e aziende ospedaliere universitarie, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e istituti assimilati.
Che cosa è stato richiesto
Per ciascuna struttura e per ciascun anno dal 2019 al 2023 sono stati richiesti il numero dei sinistri, l’importo complessivo dei risarcimenti erogati e la causale del risarcimento.
Come sono classificati
Per rendere i dati comprensibili è stata adottata una classificazione in quattro categorie: errore diagnostico, errore terapeutico, errore chirurgico, infezioni correlate all’assistenza.
Le risposte sono state inoltre distinte in base alla loro qualità: complete e attendibili, incomplete o non affidabili, assenti. Dove un dato non è stato fornito, nelle tabelle compare la dicitura «N.P.», dato non pervenuto: non viene sostituito da una stima né lasciato in bianco.
I limiti della rilevazione
I dati raccolti rappresentano una parte del fenomeno reale, e vanno letti per difetto. Le ragioni sono quattro.
- Non tutte le strutture rispondono, e alcune non rispondono neppure dopo i solleciti.
- Alcune risposte sono parziali: indicano l’importo dei risarcimenti ma non il numero dei sinistri, o viceversa.
- Non esiste uno standard nazionale uniforme di classificazione dei sinistri, e strutture diverse contano in modo diverso.
- In alcuni casi il dato disponibile copre un periodo differente dal quinquennio considerato. Dove è stato necessario ricondurlo agli anni 2019-2023 è stata calcolata una media, segnalata in nota nel documento.
Che cosa questi dati non dicono
Un risarcimento erogato non equivale a una condanna, e in molti casi non costituisce ammissione di responsabilità: numerose posizioni si chiudono con una transazione, per convenienza economica o per abbreviare un contenzioso.
Le cifre pubblicate misurano quanto la sanità pubblica spende per contenziosi, non la qualità clinica né la colpevolezza di una singola struttura. Un importo elevato può dipendere dalle dimensioni dell’ente, dalla complessità delle prestazioni erogate o da un solo caso di rilievo.
Nota metodologica
Le informazioni pubblicate derivano esclusivamente da documenti ufficiali forniti dalle strutture sanitarie o reperiti sui loro siti istituzionali. Le elaborazioni e le classificazioni sono state effettuate al solo scopo di rendere i dati comprensibili ai cittadini.
Una struttura che ritenga inesatto un dato che la riguarda può segnalarlo alla segreteria dell’associazione, indicando la fonte del dato corretto.